La Camera di Commercio Internazionale (ICC) pubblicherà la revisione delle Regole Incoterms 2020 entro la seconda metà del 2019. La pubblicazione coinciderà con il Centenario dell’istituzione. Le nuove norme entreranno ufficialmente in vigore il 1° gennaio 2020. Gli Incoterms aiutano le aziende a evitare costi inutili. Questi termini definiscono chiaramente gli obblighi, i costi e i rischi di venditore e acquirente durante il trasporto delle merci.
L’ICC ha introdotto le prime regole nel 1936, aggiornandole regolarmente nel corso degli anni. Il comitato di redazione include oggi, per la prima volta, rappresentanti di Cina e Australia. Il team sta revisionando i termini per riflettere fedelmente le attuali pratiche commerciali globali. Di seguito analizziamo le principali modifiche in discussione.
La resa FAS (Free Alongside Ship) registra oggi un utilizzo molto limitato. Gli operatori scelgono il FAS quasi esclusivamente per l’esportazione di rinfuse come minerali e cereali. Per questo motivo, il comitato valuta la creazione di una resa specifica per i prodotti sfusi.
Al contrario, la resa FCA (Free Carrier) copre circa il 40% del commercio globale grazie alla sua flessibilità multimodale. Il comitato di redazione prevede di dividere la FCA in due categorie distinte: una specifica per il trasporto terrestre e una dedicata al trasporto marittimo.
I termini FOB (Free On Board) e CIF (Cost, Insurance and Freight) appartengono storicamente al trasporto marittimo. La revisione del 2010 sconsigliava queste rese per la merce in container, suggerendo l’uso di FCA e CIP. Tuttavia, il mercato non ha recepito questa indicazione, generando frequenti errori applicativi. Il comitato potrebbe quindi autorizzare nuovamente FOB e CIF per le spedizioni containerizzate, che rappresentano l’80% del commercio mondiale.
Gli esperti valutano anche l’abolizione definitiva della resa EXW (Ex Works). Le aziende meno esperte nell’export preferiscono solitamente questo termine per evitare la gestione della logistica. Tuttavia, la resa genera spesso complessità doganali e operative per il venditore.
Per colmare il divario tra FCA e CFR/CIF, l’ICC studia l’introduzione del nuovo Incoterm CNI (Cost and Insurance). A differenza della resa FCA, il CNI includerebbe l’assicurazione internazionale a carico del venditore. Al contempo, a differenza di CFR e CIF, il venditore non pagherebbe il nolo del trasporto principale. Come per gli altri termini di classe “C”, il CNI resterebbe un contratto di partenza: il rischio si trasferisce all’acquirente nel porto di imbarco.
La resa DDP (Delivered Duty Paid) impone al venditore il pagamento dei dazi doganali nel paese di destinazione. Questo obbligo causa spesso gravi problemi legati alle autorizzazioni doganali di importazione. Per risolvere tali criticità, il comitato intende sdoppiare il DDP in due formule distinte: