La digitalizzazione in Italia

Da alcuni anni il Digital Economy and Society Index (in breve DESI) è usato per valutare e confrontare il livello di digitalizzazione dell’Unione Europea e conoscerne il gap.

Il Digital Economy and Society Index (DESI) è un indice introdotto dalla Commissione Europea nel 2014. Il suo scopo principale è misurare i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società, favorendo la convergenza verso un unico mercato digitale.

I Quattro Indicatori Chiave del DESI

Gli indicatori principali utilizzati per mappare il livello di digitalizzazione all’interno del DESI sono:

  • Capitale umano: misura le competenze necessarie a trarre vantaggio dalle possibilità offerte dalla società digitale;
  • Connettività: analizza lo sviluppo della banda larga, la sua qualità e l’effettivo accesso da parte dei vari stakeholder;
  • Integrazione delle tecnologie digitali: traccia la digitalizzazione delle imprese e l’impiego dei canali online per le vendite;
  • Servizi pubblici digitali: valuta la digitalizzazione della PA, con un focus mirato sull’eGovernment.

Ognuna di queste quattro dimensioni contiene diversi sotto-indicatori, raccolti e pesati a seconda della loro rilevanza. Ad esempio, nel rapporto sono stati utilizzati ben 33 parametri differenti.

 

Per aggregare dati espressi in unità di misura diverse, la Commissione effettua una normalizzazione con un punteggio da 0 a 100. Di conseguenza, questo metodo permette di ottenere una misura media per ogni dimensione e un valore complessivo, che fotografa lo stato di attuazione dell’Agenda Digitale nei vari Stati membri.

La Posizione dell’Italia: Punti Critici ed Eccellenze

I dati posizionano l’Italia al 20° posto per livello di digitalizzazione complessiva. Questo risultato colloca il nostro Paese nella parte bassa del ranking europeo, ancora lontano da partner come Spagna, Francia e Germania. In particolare, le criticità maggiori emergono nel Capitale Umano e nella Connettività.

Il capitale umano rappresenta il vero tallone d’Achille italiano fin dalla nascita del DESI. I dati statistici evidenziano che:

  • Siamo terzultimi in Europa per popolazione con competenze digitali di base (42% contro una media UE del 56%), e quartultimi per competenze avanzate (22% contro il 31% UE).
  • La quota di imprese che offre formazione ICT ai propri dipendenti si ferma al 16%, contro una media europea del 20%.
  • Siamo ultimi nel continente per quota di laureati in ambito ICT sul totale dei laureati (1,3% rispetto a un valore UE del 3,9%).

Anche sul fronte della Connettività l’Italia presenta forti ritardi, occupando il 25° posto per la banda larga fissa e l’ultimo posto per l’utilizzo della banda larga mobile. Questo divario è causato principalmente dalle disuguaglianze interne alla popolazione nella qualità della connessione.

Al contrario, le imprese italiane hanno mostrato una performance eccellente, guadagnando ben 9 posizioni e attestandosi al decimo posto in Europa. Questo balzo in avanti dipende da tre fattori precisi:

  • Fatturazione elettronica: dove l’Italia detiene il primato assoluto nel continente;
  • Servizi in Cloud: con un utilizzo di sistemi medio-alti pari al 38% (contro una media UE del 26%);
  • Intensità digitale delle PMI: le piccole e medie imprese mostrano un ottimo livello di base, sebbene registrino ancora un ritardo nell’adozione dei canali e-Commerce.

Rimangono invece stazionari i servizi pubblici digitali (18° posto complessivo). In questo comparto si registrano due trend opposti: la disponibilità dei servizi verso cittadini e imprese è in linea con le medie europee, ma l’Italia scivola al terzultimo posto per quota di utenti internet che interagiscono online con la PA.

Oltre il DESI: I Digital Maturity Indexes (DMI)

L’indice DESI presenta tuttavia alcuni limiti strutturali che possono generare valutazioni distorte. Ad esempio, non computa fenomeni cruciali come la sicurezza informatica e spesso utilizza dati non aggiornati in tempo reale.

Per superare questi limiti, l’Osservatorio Agenda Digitale ha sviluppato i Digital Maturity Indexes (DMI). Si tratta di un sistema di ben 117 indicatori raggruppati nelle 4 dimensioni chiave dell’Agenda Digitale:

  • Infrastrutture: diffusione e utilizzo di banda larga fissa e mobile tra cittadini, imprese e PA;
  • Pubblica Amministrazione: capillarità e reale utilizzo dei servizi di eGovernment;
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Indice DESI e DMI

La digitalizzazione in Italia

Da alcuni anni il Digital Economy and Society Index (in breve DESI) è usato per valutare e confrontare il livello di digitalizzazione dell’Unione Europea e conoscere il gap. Il Digital Economy and Society Index (DESI) è un indice introdotto dalla Commissione Europea nel 2014 per misurare i progressi dei Paesi europei in termini di digitalizzazione dell’economia e della società, al fine di convergere verso un unico mercato digitale.

Gli indicatori utilizzati per rappresentare il DESI sono:

  1. Capitale umano: misura le competenze necessarie a trarre vantaggio dalle possibilità offerte dalla società digitale;
  2. Connettività: misura lo sviluppo della banda larga, la sua qualità e l’accesso fatto dai vari stakeholder;
  3. Integrazione delle tecnologie digitali: misura la digitalizzazione delle imprese e l’impiego dei canali online per le vendite;
  4. Servizi pubblici digitali: misura la digitalizzazione della PA, con un focus sull’eGovernment.

Ognuna di queste quattro dimensioni contiene diversi indicatori raccolti e pesati a seconda della loro rilevanza. Nel rapporto DESI 2021 sono stati 33 gli indicatori utilizzati. Per aggregare indicatori espressi in unità di misura differenti, viene fatta una normalizzazione tra 0 e 100. Ed è in questo modo che è possibile avere una misura media per ogni dimensione e una misura complessiva, che riferisce sinteticamente lo stato di attuazione dell’Agenda Digitale.

Secondo il rapporto l’Italia è 20a per livello di digitalizzazione complessiva, una posizione in meno rispetto all’anno precedente che posiziona l’Italia nella parte bassa dal ranking, lontana dai paesi come Spagna, Francia e Germania. Il rapporto sull’Italia è molto duro su due aspetti: Capitale umano e della Connettività.

Il capitale umano rappresenta il vero tallone d’Achille italiano dalla nascita del DESI. In particolare:

  • Siamo terzultimi in Europa per popolazione con competenze digitali almeno di base (42%), contro una media UE del 56%, e quartultimi invece per competenze digitali avanzate (22%), contro una media UE del 31%;
  • la quota di imprese che ha offerto formazione in ambito ICT ai propri dipendenti si ferma al 16%, contro una media europea del 20%;
  • siamo ultimi nel continente per quota di laureati in ambito ICT sul totale della popolazione con una laurea (1,3% rispetto a un valore UE del 3,9%).

Per quanto riguarda la Connettività, l’Italia presenta delle criticità. L’Italia è al 25° posto per la banda larga fissa ed all’ultimo posto per l’utilizzo della banda larga mobile. Il gap è dovuto alle disuguaglianze interne alla popolazione nella qualità della connessione adottata.

Le imprese italiane hanno mostrato una migliore performance nell’ultimo DESI guadagnando ben 9 posizioni nel ranking, attestandosi al decimo posto in Europa. I buoni risultati dipendono da tre indicatori

  • la fatturazione elettronica, l’Italia è prima nel continente;
  • utilizzo servizi in Cloud di medio-alta sofisticazione (38% contro una media UE del 26%);
  • le piccole-medie imprese hanno un ottimo livello di intensità digitale almeno di base (le PMI italiane sono però in ritardo nell’adozione dell’eCommerce).

Stazionari sono i servizi pubblici digitali (18° posto complessivo) dove si registrano due trend in contrapposizione: disponibilità dei servizi pubblici verso i cittadini e le imprese, è comparabile alle medie europee. Mentre, l’Italia è terzultima per quota degli utenti internet che interagiscono online con la PA.

L’indice DESI, presenta alcuni limiti che, se non conosciuti, possono generare valutazioni distorte e portare a decisioni errate. L’indice non misura l’attuazione dell’Agenda Digitale, in quanto utilizza dati non aggiornati e non computa altri fenomeni, come quello della sicurezza informatica. Inoltre, non dà indicazioni utili a chi – come l’Italia – ha bisogno di individuare le aree in cui investire per migliorare la digitalizzazione.

L’Osservatorio Agenda Digitale ha sviluppato il Digital Maturity Indexes (DMI), un sistema di ben 117 indicatori (compresi i 33 che formano il DESI) raggruppati nelle 4 dimensioni di attuazione dell’Agenda Digitale:

  • Infrastrutture – diffusione e utilizzo di banda larga, sia fissa che mobile, tra cittadini, imprese e PA;
  • Pubblica Amministrazione – diffusione e utilizzo di servizi di eGovernment;
  • Cittadini – diffusione e utilizzo di strumenti digitali/internet e competenze digitali;
  • Imprese – diffusione e utilizzo di tecnologie digitali nei processi di produzione e vendita di prodotti e servizi.

Oltre al gran numero di indicatori, l’elemento caratterizzante dei DMI sta nel fatto che ciascuna dimensione viene poi scomposta in base ai Fattori Abilitanti (utili a misurare gli sforzi e gli investimenti fatti per rendere più digitale l’area) e i Risultati Ottenuti (per monitorare l’esito di tali iniziative di digitalizzazione).

Cosa dice il DMI sullo stato di digitalizzazione dell’Italia? Su 27 Paesi Europei, l’Italia è:

  • 17esima per sforzi fatti nell’attuazione della propria Agenda Digitale;
  • 23esima per risultati raggiunti con le iniziative di digitalizzazione adottate negli ultimi anni e promosse in primis dal Ministro per la Transizione Digitale, dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale, e da AgID.

Anche valutando il livello di digitalizzazione attraverso i 117 indicatori dei DMI, l’Italia non tiene il passo con i vicini Paesi del vecchio continente. Gli indici confermano i messaggi del DESI, almeno in termini di classifica. Con questo strumento c’è la possibilità di saper interpretare meglio i fenomeni alla base dei ritardi.

Grazie ai DMI possiamo fare valutazioni più complete e precise, offrendo ai policy maker una migliore comprensione delle dinamiche di sviluppo e orientamento degli interventi di digitalizzazione.

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