Il mondo si è svegliato nel caos a causa di un crollo informatico globale senza precedenti. Gli effetti del blackout sono stati immediati e devastanti in molteplici settori: migliaia di voli bloccati e aeroporti paralizzati, app bancarie inaccessibili, sistemi di pagamento elettronico fuori uso e servizi sanitari in forte difficoltà, con visite e interventi chirurgici rimandati.
L’azienda di cybersecurity CrowdStrike ha ammesso che il blocco è stato causato da un difetto all’interno di un aggiornamento del software Falcon Sensor per sistemi Windows. La patch difettosa ha provocato la comparsa della famosa schermata blu d’errore (BSOD – Blue Screen of Death), bloccando i computer a livello globale. L’azienda ha comunque chiarito due punti fondamentali:
Fondata nel 2012, CrowdStrike è uno dei giganti mondiali della sicurezza cloud-native e protegge circa 300 aziende della lista Fortune 500, oltre ai principali marchi automotive e tecnologici. Proprio per questo l’impatto è stato globale.
Il CEO George Kurtz ha confermato che gli ingegneri hanno lavorato tempestivamente per distribuire una soluzione. Nel frattempo, però, sui social (in particolare su X) è scoppiata la polemica sulla totale mancanza di test preventivi prima del rilascio della patch, con migliaia di utenti e professionisti infuriati che pretendono risarcimenti e scuse ufficiali.
Le conseguenze economiche per CrowdStrike si preannunciano pesantissime: nelle prime ore di contrattazione a Wall Street, il titolo ha subito un crollo del 20%, bruciando circa 16 miliardi di dollari (14,7 miliardi di euro) di capitalizzazione.
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